martedì 16 luglio 2013

Se sei bello ti lanciano le pietre. Se sei brutto, pure.

Evvvvvvvai!!!! Dopo 17kg persi qualcuno si è accorto che sto dimagrendo!!!!
Ora vi racconto:
-         location: campagna
-         cast: io nel ruolo di me stessa
             mia zia nel ruolo della sorella di mia madre

Mia zia: “Per caso sei dimagrita un po’?
Io, finta come una moneta da 3 euri: “Un pochino ma non so se si nota…”
Lei: “Un po’ sì… ma ora fermati però”
Io: “Perché?”
Lei: “Perché stai bene così!”

PERCHÉ STAI BENE COSÌ!!!!!
PERCHÉ STAI BENE COSÌ!!!!!
PERCHÉ STAI BENE COSÌ!!!!!
(effetto eco)

Sto bene così?
Peso 106.5 kg per 1,63m.

Se intendi dire che sto bene per poter sembrare una sfera, sì, hai ragione. Sto bene così!

Morale del giorno: se ingrassi non devi ingrassare, se dimagrisci non devi dimagrire, se resti fermo non va bene che sei fermo. Visto che sbagli in ogni caso, decidi di fare come ti pare :-)


martedì 2 luglio 2013

Traumi infantili

Nella mia infanzia da cicciona avevo un incubo ricorrente: le diete e i consigli dietologici.
Attorno a me era un fiorire di esperti pronti a dare consigli, i più strampalati possibili, al fine di privare il mio corpo di una morbidosità che, incurante di certe pirle di saggezza, mi avrebbe accompagnato per i decenni a venire.
Ognuno aveva una sua teoria, un suo rimedio.
E mia madre me li ha fatti provare tutti.
Tutti.
Un vero incubo.
Incubo che persiste anche oggi ma con caratteristiche decisamente ben diverse.
Quando ero bambina per me era un incubo – lo so, l’ho già detto, ma era per far capire il livello di incubosità – repetita iuvant. Era come se avessi rubato e tutti mi ricordassero ogni volta il mio reato. Appena sentivo che il discorso cominciava a virare su dieta, alimentazione o, peggio, attività fisica, cominciavo a sentirmi male e pregavo, pregavo, pregavo che accadesse qualcosa che distogliesse gli astanti da quegli infausti argomenti di conversazione.
Capitemi: ero una bambina brufolosa, con la forfora, gli occhiali, cicciona e timidissima. Insomma, ero riuscita a non farmi mancare niente. E, chissà perché, vivevo uno stato depressivo della portata di un Leopardi de noantri.
In quel periodo andavano di moda le trasmissioni per rimettersi in forma. Quando ero a casa e la tv era ancora senza telecomando, ero solita incastrare uno stuzzicadenti spezzato nel tasto di cambio canale al fine di eliminare dalla mia vista il famigerato “Più sani, più belli” della Lambertucci (si legga con la stessa voce con cui Fantozzi parlerebbe della corazzata Potemkin).
Quanto ho odiato quella donna e quel programma… Era il materializzarsi del mio incubo a scala nazionale! Io l’avevo ribattezzata segretamente Rosanna La Bertuccia e boicottavo continuamente il suo programma. Ancora oggi, quando mi capita per caso sotto gli occhi, mi si accapponisce la pelle al ricordo del trauma subito.
Mi scuso pubblicamente con lei, so che non è colpa sua se ho subito i suoi insegnamenti attraverso la voce di mia madre e i suoi continui:
“Hai sentito che ha detto?”
“Hai capito che devi fare?”
“Devi bere il the verde!”
“L’ananas scioglie i grassi!”
E su quest’ultima pillola di salute avrei di che ridire.
Ho mangiato tanta di quell’ananas in vita mia, nella speranza che mi liquefacesse, che sono diventata socia dell’Uomo del Monte…

… per poi scoprire che, a me, il fruttosio fa solo ingrassare!

venerdì 7 giugno 2013

Quando il gioco si fa duro...

“…e dai, assaggiane un pezzettino!”
“NO”
“…e dai, cosa vuoi che ti faccia una cucchiaiata!”
“NO”
“…e dai, ma proprio oggi dovevi stare a dieta?”
“NO …cioè, Sì! ma un padellata di cavoletti tuoi non te la fai mai???”


Quando decidi di dare una svolta alla tua vita, il MALE assume spesso le sembianze di un amico, di un conoscente o di un parente che sia, incapace di impegnare i propri neuroni in attività che riguardino la sola sua vita privata, dedicandosi spesso a rompere le uova nel paniere della malcapitata di turno.
Appena decidi di metterti a dieta, come già discusso in precedenza, diventi una sorta di critico culinario a cui tutti si sentono in dovere di far provare le proprie leccornie. Se sei abbastanza forte e motivato da dire di no, immancabilmente, fastidiosamente, la risposta che ti arriva è: “…solo un pezzettino, che ti fa???”
Qui scatta la viulenza.
Mentale ovviamente.
Anche se qualcuno qualche mozzico sul naso se lo meriterebbe proprio.
Io non voglio il tuo cibo. Quale concetto di “NO” non ti è chiaro?
Io sono composta di “assagginii”. Il mio grasso è una stratificazione litoide di degustazioni culinarie. Ogni lardello che mi compone è mattoncino Lego costituito da assaggini a dritta e manca, cucchiaiate, pezzettini…
E’ qui che l’obesità palesa il suo status di malattia.
Per una “persona normale”, senza patologie o fisime mentali a sfondo mangereccio, un assaggino sarebbe una cucchiaiata. Per me è la rottura di un argine mentale, una diga che è difficile ricostruire.
E così l’assaggino diventano due, tre, dieci, cento, mille.
E’ come mettere un ex alcoolista a fare il sommelier.
E poi subentra la sindrome del “tanto ormai”. Ho sgarrato? Sono ingrassata di nuovo? Ho mangiato troppo? Continuo a farlo, tanto ormai… E c’è ben poco di razionale in tutto ciò.
Se in una “persona normale” è il cervello che invia impulsi alla mano affinché prenda o lasci il cibo, nel mio caso lo stomaco sabota i neuroni, li spegne e muove la mano come… avete presente quelle macchinette piene di peluche in cui, con una pinza, cerchi di afferrare tutto l’afferrabile?
Ecco, avete capito.
 ‘ndo cojo, cojo. Il gergo romano, non sbaglia mani.
E un semplice, innocuo, imprevisto extra diventa un’orgia di cibo, un circolo vizioso che diventa sempre più difficile da rompere.
Riuscireste a far capire tutto ciò alla mano inconsapevolmente tentatrice che ti porge il cibo?
No. Io almeno non ci sono mai riuscita.
Quindi mi limito a rispondere con un tono perentorio, mostrando i denti e minacciando un’incazzatura imminente.

Che poi sarebbe tutto più semplice: 



domenica 26 maggio 2013

Incompresa


Cosa c’è di peggio - in ambito dietologico, s'intende - di quando nessuno si accorge che avete perso 14 kg?

Con tanta sofferenza, rinunce e sacrifici, nonostante nessuno riconosca il vostro successo, andate avanti.
Sebbene, con un certo sospetto, abbiate anche pensato che la pesalardelli, comunemente chiamata bilancia, vi mentisse spudoratamente per prendervi in giro, vi sentite confortati dal fatto che le camicie non stringono, che i jeans vanno lenti.
E anche quando vostra madre vi dice: “Si saranno dilatati i tessuti…”
vi fate forza sulla cinta che riuscite a chiudere sempre di più, un buco dietro l'altro.
E lei non mente, no.

Eppure esiste qualcosa di peggio rispetto a tutto ciò.
Non lo sapete?

Ve lo dico io.
C’è di peggio che...
….vi chiedono se siete incinte!

mercoledì 1 maggio 2013

Modalità casalingua

Cerchi una centrifuga/tagliaverdure e trovi questo:

Dildo Maker

da oggi mangiare la verdura avrà un gusto diverso!

E pensare che dovevo ancora capacitarmi del tagliaverdure a forma di scroto!


martedì 9 aprile 2013

Falsa magra o vera grassa?


“Toh, guarda qua, so’ diventato un figurino e non mi dici niente! Ho perso 3 kg!”
“Ma certo, sei molto dimagrito!  
BUGIARDA BUGIARDA BUGIARDA
Hai iniziato la palestra come dicevi?" 
 BRAVA, SVIA IL DISCORSO
“Certo! Ho smesso pure di mangiare pasta a pranzo e cena, la mangio solo una volta al giorno, perché non ci provi?”
“Veramente io la pasta non la mangio mai, nemmeno il pane”
“Seee, vabbè, dai, provaci!”  
SAPEVO CHE NON MI AVREBBE CREDUTO, MANCO L’ENDOCRINOLOGO MI CREDEVA
“Giuro! Io già non ne mangiavo tanta prima, comunque dal 2 gennaio non ho più toccato né pasta, né pane, né dolci. Non ho sgarrato nemmeno una volta, manco a Pasqua! Non mi trovi più sgonfia?” 
HO PERSO QUASI 12 CHILI!!!! AIUTO!!!!
“Beh, dai un po’ più sgonfia sì. Però davvero, prova a mangiare la pasta solo una volta al giorno! Vedrai che mi ringrazierai” 
FOTTITI!!!!!!!!

Perdere 12 kg senza che nessuno se ne sia accorto. O mi prende in giro la bilancia o sono così immensa che 12kg sono una goccia nell’oceano.
Santa Polenta, aiutami tu!

domenica 7 aprile 2013

Scelte coraggiose


“Si sicura di volerlo fare?”
“Sì, prima o poi dovrò liberarmi da questo timore…”
“E se…se non andasse bene?”
“Credo di potermi fare abbastanza male. Pensi che non potrà andare?”
“Io credo che ce la puoi fare. .. ho un po’ di timore, non sappiamo quanto può reggere”
“Basta. Io vado. E che dio me la mandi buona”.
Aprì con decisione l’apparecchiatura, fece il primo passo. Poi un secondo. Teneva.

Ok, la scaletta mi regge. Eddaje!