E’ già un mese che latito…e sì che venire a scrivere qui mi
aiuta molto.
Negli ultimi tempi sono stata prima travolta dal lavoro poi,
quando sono andata finalmente in ferie, mi sono ritrovata con una connessione
penosa.
Ho una doverosa premessa da fare. Qualche tempo fa avevo
comunicato che mi era stata data la data di licenziamento: sarebbe dovuta
essere Luglio, poi c’è stato uno slittamento a Dicembre con una serie
“proviamo, vediamo se va, ecc.”. Insomma, la fiera delle certezze.
Quando a Dicembre ero ormai pronta ad appendere la penna al
chiodo, ecco che arriva una botta di culo (scusate il francesismo ma non
esistono termini migliori per rendere l’idea): ci affidano una commessa della
durata prevista di circa un anno. Quindi, incrociando l’incrociabile, dovrei
avere un altro anno di lavoro davanti. Certezze non ve ne sono, ci sono mille
imprevisti ma una possibilità è sempre meglio di zero possibilità, no?
P.S. Oggi mi arriva la notizia che forse mi “prestano” ad un’altra
impresa.
A che titolo non so, quando neppure, figuriamoci se so di
chi si tratta.
Mi sento un po’ la sora Camilla, tutti la vogliono ma
nessuno se la piglia.
Intanto vi auguro buon anno con l’espressione che io e mio
marito abbiamo avuto quando abbiamo avuto il coraggio di pesarci:
* il titolo fa riferimento all'ex presidente del consiglio Monti che, parlando del posto fisso, lo definì noioso. Non aggiungo altro.
