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venerdì 10 gennaio 2014

Caro Monti, io non mi annoio*



E’ già un mese che latito…e sì che venire a scrivere qui mi aiuta molto. 
Negli ultimi tempi sono stata prima travolta dal lavoro poi, quando sono andata finalmente in ferie, mi sono ritrovata con una connessione penosa.
Ho una doverosa premessa da fare. Qualche tempo fa avevo comunicato che mi era stata data la data di licenziamento: sarebbe dovuta essere Luglio, poi c’è stato uno slittamento a Dicembre con una serie “proviamo, vediamo se va, ecc.”. Insomma, la fiera delle certezze.
Quando a Dicembre ero ormai pronta ad appendere la penna al chiodo, ecco che arriva una botta di culo (scusate il francesismo ma non esistono termini migliori per rendere l’idea): ci affidano una commessa della durata prevista di circa un anno. Quindi, incrociando l’incrociabile, dovrei avere un altro anno di lavoro davanti. Certezze non ve ne sono, ci sono mille imprevisti ma una possibilità è sempre meglio di zero possibilità, no?

P.S. Oggi mi arriva la notizia che forse mi “prestano” ad un’altra impresa.
A che titolo non so, quando neppure, figuriamoci se so di chi si tratta.
Mi sento un po’ la sora Camilla, tutti la vogliono ma nessuno se la piglia.

Intanto vi auguro buon anno con l’espressione che io e mio marito abbiamo avuto quando abbiamo avuto il coraggio di pesarci:
* il titolo fa riferimento all'ex presidente del consiglio Monti che, parlando del posto fisso, lo definì noioso. Non aggiungo altro.

lunedì 25 giugno 2012

Grassitudine

Certe volte mi rendo conto di essere talmente abituata all’idea di una me cicciona di far partire in automatico gesti e pensieri che, normalmente, non dovrei avere.
Sto prenotando il viaggio di nozze e, una delle tappe, forse, potrebbe essere Venezia: un classico dei classici ma, visto il cambio meteorologico disastroso degli ultimi anni, c’è il desiderio di vederla prima che sprofondi. Nel valutare l’escursione è stato per me automatico scartare il viaggio in gondola. Ripensandoci con più calma, successivamente, mi sono resa conto che in un nano secondo il mio cervello ha fatto una serie di associazioni mentali del tipo:

gondola

instabilità

passo falso

schiattamento

caduta in mare

paperissima


Si può entrare così tanto nell’abitudine da non vedere altra soluzione?

domenica 7 agosto 2011

Ciccia all'aria

Le vacanze al mare: croce e delizia per chi ha qualche problema con gli effetti che la forza di gravità terrestre produce sulla bilancia. Se da un lato è il periodo migliore per far fuori gelati e gelatai, dall’altro la prova costume miete vittime dalla taglia 38 alla taglia tendone da circo. Per tutti, siano essi ciccioni veri, presunti o frutto di qualche problema di dismorfismo, mettersi tutti ignudi su una spiaggia è un evento a dir poco traumatico. E’curioso osservare come nella nostra società sia più facile e tollerabile che un nudista si metta col wurstel all’aria piuttosto che una donna mostri la cellulite in spiaggia.
Per questo motivo, ogni anno, dopo i bagordi pasquali, scofanato l’ultimo uovo di cioccolato - che, diciamocelo, abbiamo mangiato così di gola e  voracemente da avere il cagozzo per tre giorni di fila -  subentra il famigerato periodo della dieta per la prova costume. Su tutte le tavole è un fiorire di insalata. Scondita oppure con un cucchiaino di olio – il che è lo stesso: un cucchiaino di olio in una ciotola di insalata fa lo stesso effetto della fenice: che vi sia ognun lo dice, ove sia nessun lo sa! – l’insalata, insieme a cetrioli e finocchi, sono dei salva dieta naturali. Qui apro e chiudo una piccola parentesi:
Oh, tu, creatore, ascolta la mia domanda: di quale grave peccato ci siamo mai macchiati per doverci colpire così atrocemente permettendo ad un finocchio di avere 9kcal/h e alla nutella 550kcal/h? Perché non hai permesso il contrario? Sei ancora incazzato per quella storia della mela?
Il periodo della dieta pre-mare è fatto di tanta verdura, pescetto bollito, petto di pollo alla piastra, zucchine lesse e di quant’altro sia in grado di abbattere la libido mangereccia di un individuo. Ai giorni di dieta feroce, contraddistinti da incazzatura facile, nervi a fior di pelle e forti istinti omicidi, si alternano le cene rituali con gli amici a base di pizza e fritti e i giorni dedicati alle abbuffate compulsive dovuti alla delusione, alla necessità di compensazione o alla semplice fame: cazzo, sono giorni che vi nutrite solo a merduzzo lesso!
Alla fine dei conti, il giorno prima della partenza per il mare, vi rendete conto di essere in perfetto pareggio tra le giornate di cibo a morte e quelle di digiuno ascetico. I numeretti sulla bilancia sono gli stessi del mese precedente se non più alti per una mera perfidia della bilancia che si è starata solo per vedervi strabuzzare gli occhi dall’orrore. Fatto sta che ormai il tempo della speranza è finito e subentra quello della rassegnazione. Andate meste a comprarvi un costume. Fate caso alla faccia delle donne che comprano i costumi, vi raccontano una storia di fallimenti, prove, pizze con la mortadella e di digiuni coatti.
A meno che non siate poco più che adolescenti con un fisico da manico di scopa o non vi siate appena rifatte le tette nuove, la ricerca del costume non è finalizzata a trovare quello più bello che vi faccia cuccare, bensì è focalizzata fortemente alla ricerca di un costume che sia coprente, snellente, rimodellante, che tenga su tette e culo ma appiattisca la pancia. Insomma, state cercando un incrocio tra un chirurgo plastico e un miracolo.
Dopo aver sborsato uno sproposito per una muta da sub rinforzata con stecche di acciaio, vi preparate psicologicamente ad affrontare il mare. Vi procurate una borsa enorme, di quelle che i killer usano per trasportare i cadaveri, e vi offrite per portare le cose di tutti. Ma non è generosità e lo sapete bene. E’ solo strategia. Manco foste la reincarnazione di Mary Poppins, riempite il borsone con paletta, secchiello, asciugamani, ombrelloni e bagnino. Ve la mettere poi strategicamente a tracolla di modo che, di profilo, nasconda quella sfera indefinita che racchiude panza e culo.
Arrivate in spiaggia la cosa si fa più difficile. Gli Altri, in un battibaleno,  hanno piazzato gli asciugamani e l’ombrellone, si sono spogliati e stanno già correndo verso la spiaggia. Voi, consegnata mestamente il borsone, cominciate un dialogo col vostro cervello per convincervi a togliervi lo scafandro che utilizzate come copricostume
“Dai, spogliati cazzo, prima o poi dovrai farlo. Fallo subito e togliti il pensiero”“C’è quella donna che mi guarda! Che vergogna!”“Ma che dici? Non vedi che è strabica e sta guardando il bagnino? Togliti lo scafandro!”“Forse se tiro la pancia in dentro si nota meno…”“Certo, così se tutto va bene, andrai in carenza di ossigeno e diventerai cianotica, si sa che i colori scuri sfinano…”“Oddio, c’è una strafiga con l’ombrellone qui vicino, chissà che risate si farà a vedermi la cellulite!”“Non ci pensare, resterà impietrita dai tuoi rotoli per soffermarsi sulla cellulite”“Grazie, eh! Sai sempre come rincuorarmi! Lo sai che ho fatto i digiuni per arrivare preparata ma non ho perso niente…”“Tho, guarda, un panino!”“Dove? Dove?”“Nella tua panza, ha ha ha ha!”“Che coscienza becera, fottiti! Ecco, mi sono spogliata, ed ora???”“Ed ora in onda il documentario sulle balene spiaggiate!!”
E così via finchè il dialogo con se stessi non prende il sopravvento sull’imbarazzo. Lo scafandro cade e ci dedichiamo a perlustrare i nostri vicini di ombrellone….
Ma questo ve lo racconto la prossima volta!

venerdì 22 luglio 2011

la zappa sui piedi o piedi di zappa?

Interrompo i racconti del passato per parlarvi del tarlo del presente relativo ad un impegno futuro, molto poco futuro dato che avverrà esattamente tra 16 ore.
Troppe poche per dimagrire di botta secca, vero??? Sono senza speranze, sob!  :-(
Domani devo presenziare ad una cerimonia.
Non presenziando mai alle cerimonie sarò quella più osservata. Sì sa che l’effetto novità è potente e che gli occhi dei miei parenti/compaesani sono più impietosi di uno scanner laser. Qualcuno riesce a fare anche le radiografie sul posto.
Sono mesi che cerco di prepararmi a quest’evento: dieta a zona, dieta ipocalorica, dieta iperproteica, digiuno. Insomma, tutte le cazzate che si fanno nella speranza di svegliarsi all’indomani “più sani e più belli”, come soleva dire Rosanna LaBertuccia…ehm, Lambertucci (quanto odio ‘sta donna ve lo racconterò in un capitolo a parte).
L’obesità non sarebbe una malattia, se la recidività e la compulsione non la facessero da padrone. Sicchè, tra chili persi e chili acquistati, mi ritrovo al punto di partenza.
A differenza di quanto penserete, il problema non è “cosa mi metto?”, anzi! Cosa indossare è già pianificato da settimane (e ancora mi entra, o meglio fino alla settimana scorsa mi entrava, poi tutto può succedere…). Il problema è: cosa metto ai piedi???
Ieri ho tirato fuori un paio di sandali bianchi, col tacco altissimo ma molto comodi. Ricordo che fino a qualche anno fa ci potevo quasi correre su! Sarebbero stati perfetti se…se almeno il piede fosse entrato :-( 
Oh, my God! Mi è ingrassato il piede!
Sì, perché anche i piedi ingrassano.
Te ne accorgi quando quel sandalino in cui il piede scivolava, fino a qualche mese fa,  come una supposta di glicerina in un sedere stitico, ora non vuole più saperne di essere profanato.
Ti ritrovi così con due pagnotte n. 40 e nessun pertugio in cui infilarle. Ti verrebbe voglia di avvolgerle nella carta stagnola cercando di convincerti che, si sa, la scarpa argentata modello vintage quest’anno va un sacco…
Il problema dei piedi quando hai qualche chilo in più (decina in più, decina in meno) non è da prendere sotto gamba (e non vuole essere una facile battuta!) perché si autoalimenta: si gonfiano le caviglie, i piedi, ti stanchi facilmente quindi di muovi di meno. Muovendoti di meno, accumuli più gonfiore, quindi si gonfiano le caviglie, i piedi, ti stanchi facilmente quindi di muovi di meno. Muovendoti di meno, accumuli più gonfiore, quindi si gonfiano le caviglie, i piedi, ti stanchi facilmente quindi di muovi di meno.
Una cosa è certa: qualsiasi cosa abbiate, se va in loop, è una cosa negativa.