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mercoledì 2 marzo 2016

Ricominciamooooo

Chiedo venia ma ho il ragazzino che fa contatto col pc. Appena premo il pulsante d’accensione, il bimbo mi si piazza sulle gambe e finiamo per vedere Peppa Pig o Masha e Orso. A ripetizione.
Cose della maternità che nessuno ti dirà mai: ogni azione, anche la più banale, vi sarà preclusa dalla presenza emotivamente ingombrante di un pallocchetto di quasi 12 chili che vi comanderà a bacchetta a suon di vagiti.
Nel mentre che il regale pargolo ronfa…ehm, si è svegliato, scusate un attimo.
Un quarto d’ora dopo: pare si sia riaddormentato, scriverò velocemente prima che si risvegli.
Andiamo al dunque: sono di nuovo a dieta! Che novità, eh! Dopo la gravidanza ho vissuto un periodo simil-depressivo che mi ha portato a trovare consolazione nel cibo (che originalità, eh!) e ad arrivare ad un peso mai raggiunto e mai immaginato prima. Quando ho avuto il coraggio di pesarmi mi sono vergognata terribilmente: prima della gravidanza stavo finalmente perdendo peso e ora mi ritrovo ben oltre il punto di partenza. Non è stato il peso in sé a turbarmi, quanto quella coltre di insuccesso che si incolla addosso e non viene più via.
Eppure non è stato solo questo a riportarmi a regime.

Stavo facendo un video a mio figlio che zampettava dietro un cane. Io gli camminavo dietro mentre registravo. Quando sono andata a rivedere il video, l’audio mi ha devastato: dietro i gridolini di gioia del mio cucciolo, si sentiva un ansimare forte, pesante…ed ero io. E sì che stavo solo camminando e non ero affaticata. Mi sono chiesta se fosse quello il mio modo di respirare “normale” visto che, mentre registravo, non avevo certo l’impressione di stare soffocando. Mi sono sentita in forte imbarazzo e ho deciso di mettere un punto. Questo è l’ultimo anno che mi concedo per dimagrire “in modo naturale”, se non va mi opererò (anche se è una cosa che proprio non vorrei fare). Quindi si riparte (in realtà ho già iniziato il 20 gennaio). Devo farcela, devo crederci!

E non ridete: sto facendo workout. Io, sì io, la regina del divaning* estremo!

domenica 17 agosto 2014

Ferragosto: dieta mia non ti conosco

Non c’è nulla di peggio, per una donna di facili dolciumi come la sottoscritta, di passare il ferragosto tra i parenti goderecci, figli dell’antica stirpe di Pantagruel. Una settimana di ferie diventa una settimana di bagordi che si traduce in un anno di dieta drastica per tamponare i drammatici effetti dell’esubero calorico di una manciata di giorni.
Si comincia col il giorno di ferragosto: l’intento, puramente teorico e quasi innocente, di una grigliata in compagnia; il risultato, in pratica, di una devastante sagra culinaria.
  1. Antipasto di salumi misti  e formaggi. Tradotto: sinfonia di prosciutti, salami e caci, la cui sapidità, com’è noto, è smorzabile solo dietro bevute interminabili. Rigorosamente di vino, bianco o nero indifferentemente (la gola non conosce razzismo). Per gli astemi, si consiglia di spegnere l’incendio del palato con cola e altre zozzerie zuccherine e friccicose;
  2.  Per restare leggeri, niente lasagna ma pasta al ragu con spolverata di parmigiano: quantità della pasta non definibile, il tanto che basta per traboccare dal piatto. Quantità di macinato sufficiente al remake del film “piovono polpette”. Quantità della spolverata di parmigiano assimilabile alle nevicate sul monte bianco;
  3. Nell’attesa della grigliata: bruschettone al pomodoro inzaccherato di olio abbondante. Per la corretta riuscita della ricetta, l’olio, rigorosamente extravergine di oliva spremuto a freddo, deve essere così tanto da garantire una bella macchia sulla maglia pulita indossata per l’occasione. Se non c’è la macchia, il bruschettone non è riuscito. Quantità del pane per ogni fetta bruschettata: almeno un etto, sennò la gente ci parla dietro;
  4. Sempre nell'attesa della grigliata: pannocchia di mais alla brace, da mangiarsi appena tolta dal fuoco, deve essere garantita almeno un’ustione di terzo grado;
  5.  Finalmente la carne: tipologia indistinta, purchè abbondantissima.  Ogni pezzo di carne deve essere irrorato da fiumi di vino e accompagnato da pane casereccio, pena l’annullamento dell’operazione;
  6. Il dolce, di qualsiasi natura, spesso rifiutato col barbaro coraggio dell’ammissione ad alta voce: “niente dolci, io ci tengo alla linea”;
  7. Caffè, ammazzacaffè e liquori di dubbia natura, spesso distillati in casa, il cui effetto sarà pagato amaramente negli anni da un fegato incolpevole di tali nefandezze;
  8.  Acqua e limone: immancabile perché, si sa, il limone sgrassa. Lo dicono pure nelle pubblicità dei detersivi, se vale per i piatti, varrà anche per lo stomaco, no?

Durata dello sfacelo: ore.
Epilogo: panza gonfia tipo mongolfiera, bottone del jeans saltato e indagato per omicidio preterintenzionale, camicia unta e bisunta, coma glicemico in atto…eppure
eppure non manca mai quello che dice: “E’ avanzata tanta roba, stasera a casa mia che la finiamo!”
E così, dopo il pranzo anche la cena.
E a cena avanzerà altra roba che sarà il pranzo del giorno successivo e di conseguenza nuova cena, in un circolo vizioso che verrà interrotto solo da un tempestivo lunedì lavorativo!
Al momento del commiato le solite promesse: “mo’ basta”, “ da domani dieta”, “domani solo verdura scondita”, “la prossima mangiata si fa a Natale” ma dietro l’angolo si addensano già, come neri nuvoloni, prospettive di compleanni e cerimonie, destinate a non essere da meno di pantagruel e della sua stirpe.
La cintura trema, il pantalone traballa, lo stomaco guaisce.

Tremate: le feste son tornate!

venerdì 27 giugno 2014

Non cercate di salvarmi, grazie.

Ci sono giorni in cui il mio angelo custode si distrae e il destino beffardo si diletta a farmi trovare dietro l’angolo figure di cacca non indifferenti.
Erano le 14 circa. Ero per strada con una persona con cui lavoro.
PER FORTUNA non c’era nessun altro in giro visto l’afa che gravava fin dal mattino.
Nessun altro tranne uno.
Trattavasi di individuo con sandalo e calzino (e già qui stendiamo un velo pietoso), viso arrossato e visibilmente accaldato, panza d’ordinanza da bevitore di birra incallito, sguardo perso nel vuoto.
Parlavo col collega quando
“Signorina! SIGNORINA!”
Mi volto. L’unico essere femminile presente ero io. Ce l’aveva con me. Indubbiamente.
“Dica”
“La vuole una dieta per dimagrire?”
…
…
…
Guardo il collega. Il collega guarda me. Il criceto che ho in testa comincia a correre furiosamente nella ruota cercando di formulare un pensiero sensato.
Rispondo: “No grazie, sto bene così”
Il collega sghignazza e bofonchia “ma quello non s’è visto? È il doppio di te”
E quello insiste: “Signorina! Vedrà come la farò dimagrire, ho una dieta portentosa!”
…
Io ancora incredula, col criceto svenuto sulla ruota per la fatica, insisto: “Grazie, sono esattamente come vorrei essere”
Il tizio alza le mani in senso di resa e se ne va.
Il collega continua a sghignazzare “Era il doppio di te!”
Io non riesco ancora a credere a quello che è accaduto.

Andrà mai di moda farsi una padellata di cavoletti di propri???

lunedì 9 giugno 2014

Afa (ngul)

Benvenuta Afa.
Mi mancavi.
Mi mancavano i cali di pressione, le gambe pesanti come piombo e gonfie da far invidia all’omino michelin.
Mi mancavano i gelati ovunque che tanto la voglia non mi era passata nemmeno col freddo e col gelo.
Mi mancavano le persone che girano mezze nude mentre io arranco col burqua antirotolino.
Mi mancavano i sandali tutte stringhe che si divertono a tagliuzzare i miei piedi di caciotta.
Mi mancavano le caviglie così gonfie da rendere la gamba un unico tronco di cicciosità.
Mi mancava il sudore ovunque, spalmato subdolamente in ogni piega della pelle.
Mi mancavano i cetrioli che non riesco a digerire e i meloni che sono anche peggio.
Mi mancavano le zanzare assatanate e le mosche fastidiose.
Mi mancava il profumo di pecorino di alcune persone in metro.
Mi mancavi afa.

A noi due.

giovedì 15 maggio 2014

Istigazione

Donna antipatica che mi sta sulle balle già da due secondi dopo averla conosciuta e che parla a vanvera del più e del meno: vista la reciproca antipatia, dopo una serie di rintuzzi sul peso, cercando di mettermi in difficoltà, se ne esce con una considerazione del tipo:
“Ho 40 anni ma sembro ancora una ragazzina! Guarda che vitino da vespa! Porto ancora gli abiti che indossavo a 20 anni, non credo che anche tu potresti dire lo stesso!?!”
Io, con un sorriso enorme: “Ti sbagli! Anche io porto ancora gli abiti che indossavo a 20 anni! Ero grassa esattamente come oggi, qualche problema???”

Sono contro la violenza ma per alcuni farei volentieri un’eccezione.

L'importante è non dar loro soddisfazione.

venerdì 28 febbraio 2014

Aspirazioni e inspirazioni

Mi sono svegliata che mi sentivo donna e non la brutta copia del muratore bergamasco che indosso di solito. Sull'onda di questa sconosciuta femminilità, ho voluto assecondare l’ormone impazzito. 
Ho sostituito le scarpe da ginnastica – mai usate per fare ginnastica, solo per mera comodità – con l’unico paio di stivali che possiedo e in cui entra il mio polpaccio da calciatore: anfibi neri, tipo militare, “addolciti” da un paio di borchiette in croce che, all'aeroporto, qualche tempo fa, mi costrinsero ad un defilé scalza mostrando a tutti i presenti i miei sexissimi calzettoni a righe blu e bianche.
Ho sostituito il maglione modello “coprimitutta” con una maglia leggermente scollata e un po’ attillata. Quel poco di attillato che delinea la forma di un corpo senza però soffermarsi troppo sui rotoloni di ciccia modello maniglioni antipanico da utilizzarsi anche nelle situazioni di emergenza.
Il jeans è rimasto lo stesso per non stravolgere troppo il mio Io.
La chioma l’ho sciolta al vento…avessi avuto un serpente per capello, sarei stata la copia esatta di Medusa. Incluso lo sguardo becero.
Invece del solito cappotto alla Zio Fester, visto il clima fintamente primaverile, mi sono concessa un trench annodato in vita per gridare al mondo che, seppure in larga scala, ho anche io un punto vita. Ho messo quindi in mostra il mio perfetto fisico a clessidra abbandonando la silhouette da Barbapapà che mi regalava il mio precedente cappotto svasato.

Passeggiavo allegra e pimpante tra la gente, mi muovevo con passo suino e sguardo languido, conscia della mia possente femminilità, quando uno mi adocchia e mi fa:
“Complimenti signorì…” con tanto di strizzata d’occhio!
Già il fatto di avermi approcciato come signorina e non come signora, gli ha fatto guadagnare un bonus iniziale di 1000 punti
Per la strizzata d’occhio, al momento, sono ancora dibattuta se si trattasse di occhiolino o di congiuntivite. Nel dubbio facciamo finta che ci stesse provando.
Io gli ho sorriso e sono sfrecciata via come una dea. “Dea” è da intendersi come abbreviazione del termine “deambulante”.
Nei film, in una situazione del genere, lui è alto, muscoloso, bellissimissimo e con un sorriso a 342 denti bianco ottico, come solo gli agenti immobiliari sanno avere.
Nei film, però, anche lei è alta, tonica, bellissimissima e con un culo scolpito, come solo le brasiliane sanno avere.
Nella realtà, io sono io.

Lui è un vecchietto ringalluzzito. Età stimata: 84 anni.


Dio, se non puoi mandarmeli belli, mandameli almeno giovani!

domenica 9 febbraio 2014

Pulizie di PrimaVera

Oggi ho aperto l’armadio.
Di solito - mi confesso senza pudore, lo sapete - pigra e disordinata fin nel DNA che immagino come una serie di pallette colorate poste in maniera disordinata e caotica su due nastri virtuali, tengo quei 4 vestiti che mi entrano su una sedia in camera.

L’armadio è per me solo un grande contenitore pieno di cose comprate sulla fiducia che “forse, un giorno” mi entreranno e indosserò. Non si dica mai che non sono una tipa speranzosa.
L’armadio è in camera da letto. Ogni giorno ci incrociamo, ci scambiamo un saluto frettoloso con un cenno del capo (per la precisione lui sbatte leggermente un’anta) e poi ognuno alla sua giornata. Io dietro le scartoffie del lavoro e lui, boh, passerà il tempo a contare gli acari…
Stamane, non so cosa mi fosse preso, mi sono fermata a guardarlo.
Alto e longilineo, si imponeva sulla stanza. Con gli occhi di specchio splendente rifletteva una forma che, asseriva, apparteneva a me.
Guardavo quell’immagine e non mi riconoscevo: i capelli arrufati da “è domenica e non mi va nemmeno di pettinarmi”, il pigiamone in pile sformato su un corpo ancor più sgualcito del tipo “è domenica e mi vesto un po’ alla membro di segugio”, le ciabattone e i calzettoni a righe del tipo “voglio sedurti!”.
“Specchio! Specchio delle mie brame, quand’è che sono diventata la nonna del reame???”
L’armadio ha sorriso beffardo sotto baffi di polvere e mi ha detto: “Vada per l’aspetto discutibile ma non venirmi a dire che ti aspetti davvero che lo specchio ti risponda!”
“Tu mi rispondi! Perché lo specchio non dovrebbe?”
“Io sono una voce nella tua testa e c’è un bel po’ di confusione qua dentro, sarà il caso di fare un po’ di ordine?”
E sia!
Ho aperto l’armadio che era più semplice che aprirmi la testa. Ho buttato all’aria tutto quello che c’era!
Miracolo dei miracoli ho trovato degli abiti che riuscivo ad indossare!
In altri entravo insacchettata come una mortadellona ma … ci entravo!
La cosa più bella ed emozionante è stato riempire una bustona di abiti che … mi andavano troppo grandi!
Ho pensato a quanto tempo ho tenuto quelle ante chiuse mentre il mio corpo lentissimamente mutava e si riduceva, di millimetro in millimetro, di grammo in grammo, fino ad entrare in abiti che la mia testa aveva destinato al cassetto del “chissà, forse un giorno…”
Quante cose abbiamo destinato a quel cassetto? Non parlo solo di vestiti, mi riferisco ai sogni, alle asprirazioni, ai desideri che abbiamo sempre inteso irraggiungibili. Voglio aprire tutte le porte, tirare fuori i sogni impolverati, le aspirazioni ammuffite. Diamo aria ai desideri!

Nei cassetti, da oggi in poi, voglio tenere solo i mutandoni della nonna. I sogni voglio mettermeli negli occhi!
Immagine presa da qui: http://massimocavezzali.blogspot.it/2012/04/cavezzali-il-cuore-nel-cassetto.html
Dedicato ad Arianna :-)

giovedì 16 gennaio 2014

Io volevo solo un pantalone

Io volevo comprarmi un pantalone.
Solo un pantalone, lo giuro.
Credetemi: non volevo rifarmi il guardaroba, non cercavo capi astrusi o quelle stramberia della moda che si vedono spesso in sfilata e che nessuno, nemmeno gli stilisti che li hanno prodotti, probabilmente sotto effetto del Guttalax, hanno il coraggio di indossare.
Io cercavo solo un pantalone, qualcosa in cui infilare le gambe per celarle al mondo.
Non avevo pretese, eh! Volevo un pantalone semplice, preferibilmente nero.
Eppure…eppure qualcosa non ha funzionato.
Il negozio era quello giusto, ne sono certa. Già prima di andarci mi ero informata sull'esistenza o meno del reparto OrcaAssassina o, in mancanza di questo, il reparto Premaman che, si sa, la panza è panza, non fa discriminazioni di contenuto.
Appena arrivata nemmeno ho provato a dare un occhiata al reparto ManicoDiScopa: sono andata diretta all'angolo buio in cui nascondono i famigerati abiti over size.
Mi sono messa a sfogliare gli stand come pagine di un catalogo, inorridendo ad ogni scoperta:
  • Capi dai colori o troppo spenti o troppo accesi. Del tipo: o pronta per un funerale o pronta per il circo
  • Abiti dalle fantasie discutibili: dalla tigre ruggente sulla maglia (che indossata con una discreta pancetta fa effetto 3D), ai sempre attuali pois. Non credete però che siano stati pois piccoli come puntini, ero pois grossi come una mela, giusto a dire che anche il pallino era obeso
  • Paillettes ovunque, la fiera della sobrietà!

Io mi chiedo: una cicciona che non aspira a fare la cubista e che vuole solo andare in ufficio esercitando il pieno diritto all’anonimato nel vestire, come deve fare?
Con il senso estetico suicidatosi per disperazione, sono arrivata al reparto pantaloni: qui si variava dalla vita alta ascellare modello Fantozzi al famigerato leggins.
Quest’ultimo, per diabolica intenzione, era presente in ogni colore possibile ed immaginabile a mortificare la figura umana. Sia essa small o extra large, senza distinzione alcuna.
Di pantaloni neri, semplici e anonimi, ovviamente nemmeno l’ombra.

Il mio appello: cari signori disegnatori delle linee over size, non basta il fatto che io sia cicciona per essere visibile? Pensate che sia davvero necessario che mi vesta come un semaforo ubriaco per attirare l’attenzione? Che forse intendete dire che le vostre sono linee per taglie forti in quanto bisogna essere forti di stomaco per non rigettarle? O alludete alla forza di spirito per indossarle ignorandone l’estetica? Ai voi la parola.

domenica 8 dicembre 2013

(dis)educazione e gravi problemi di vista

Il pirla del giorno: “… e da gennaio, mi raccomando, dieta assoluta! Lo dico per tutti e due, eh! Non solo a te! Quest’anno ci siamo allargati troppo!”
A prescindere che…
  • dovresti farti una padellata di cavolacci tuoi, con tanto olio di ricino mi raccomando
  • sei un cafone patentato ma con la patente scaduta
  • parla per te, che a me ci penso io, non mi pare d'averti mai chiesto di portarmi in braccio
Io, me medesima, la sottoscritta, nel 2013 ha perso 18 chili!!!!
Non puoi vedermi ingrassata!!!!! Non puoi non essertene accorto!!!!

La mia risposta: “Hai ragione, da gennaio tutti dal dietologo… ma anche dall'oculista
che anche la vista è importante”
Istinti omicidi attivati.

domenica 6 ottobre 2013

Mister "Simpatico come una colica"


“E tu? quando ti metti a dieta?”
…
…
Respiro profondamente e comincio a contare… 
uno… due…tre…quattro…dieci…cento…mille…
“Anche se non sembra, sono già a dieta!”
Sono anni che non ci vediamo, non sappiamo più nulla l’uno dell’altro e tu non trovi niente di meglio che esordire così?
E poi mi dicono che sono becera… Io non sono acida, sono gli altri che mi abbassano il pH!

martedì 27 agosto 2013

Dov'ero quando non c'ero



Gli ultimi giorni di luglio e la prima settimana di agosto sono stati confusi e tempestosi. Sul lavoro, tra riffe e raffe, pare che il licenziamento di fine luglio sia stato prorogato a dicembre. Dico “pare” perché il capo mi ha detto una roba tipo: “vogliamo provare a vedere se ci arriviamo a dicembre?”
Insomma, la fiera della precarietà! Non debba mai dirsi che ci si annoi.
In passato un periodo instabile come questo mi avrebbe condotto ad una sola strada: quella per il frigo. Complice i risultati ottenuti e forse qualche pizzico di sale in zucca che, si spera, l’esperienza mi ha dato, sono riuscita a tenere fermi i buoni propositi e a non gozzovigliare in giro.
Partendo per le ferie d’agosto, ho preparato una valigia che manco Totò e Peppino a Milano! Non so se qualcuno ricorda la scena in cui aprendo le valigie tirano fuori caciotte, spaghetti e galline!
Io ho fatto una cosa simile: ho girato con le borse termiche piene di prodotti ipocalorici e proteici ben intenzionata a non cedere alle lusinghe del cibo vacanziero!
Quando sono andata a trovare i miei, mia madre è quasi svenuta alla vista degli shirataki, così bianchi e mollicci da ricordare una tenia intestinale (parole di mia madre). Non ho avuto il coraggio di mangiarli di fronte a mio padre…comunque, in casa, tutti si sono fatti un po’ l’idea che, oltre al peso, sto perdendo anche il senno. Perfetto. Grassa e rincoglionita, cosa chiedere di più?
Delle 3 settimane di ferie, ho passato 18 giorni in rigorosa ascesi alimentare.
Mi sentivo immortale.
Poi è venuto il compleanno della mia figlioccia. Ho assaggiato un pezzo di torta e si è aperta la voragine. Il pozzo nero delle voglie mangerecce si è aperto e ha fagocitato l’universo attorno a lui. Ho passato gli ultimi 3 giorni in voluttuose sfide gastronomiche…
Domenica sera sono rientrata alla base.
Lunedì mattina è ricominciata la lotta.
Obesità, a noi due!

martedì 16 luglio 2013

Se sei bello ti lanciano le pietre. Se sei brutto, pure.

Evvvvvvvai!!!! Dopo 17kg persi qualcuno si è accorto che sto dimagrendo!!!!
Ora vi racconto:
-         location: campagna
-         cast: io nel ruolo di me stessa
             mia zia nel ruolo della sorella di mia madre

Mia zia: “Per caso sei dimagrita un po’?
Io, finta come una moneta da 3 euri: “Un pochino ma non so se si nota…”
Lei: “Un po’ sì… ma ora fermati però”
Io: “Perché?”
Lei: “Perché stai bene così!”

PERCHÉ STAI BENE COSÌ!!!!!
PERCHÉ STAI BENE COSÌ!!!!!
PERCHÉ STAI BENE COSÌ!!!!!
(effetto eco)

Sto bene così?
Peso 106.5 kg per 1,63m.

Se intendi dire che sto bene per poter sembrare una sfera, sì, hai ragione. Sto bene così!

Morale del giorno: se ingrassi non devi ingrassare, se dimagrisci non devi dimagrire, se resti fermo non va bene che sei fermo. Visto che sbagli in ogni caso, decidi di fare come ti pare :-)


domenica 26 maggio 2013

Incompresa


Cosa c’è di peggio - in ambito dietologico, s'intende - di quando nessuno si accorge che avete perso 14 kg?

Con tanta sofferenza, rinunce e sacrifici, nonostante nessuno riconosca il vostro successo, andate avanti.
Sebbene, con un certo sospetto, abbiate anche pensato che la pesalardelli, comunemente chiamata bilancia, vi mentisse spudoratamente per prendervi in giro, vi sentite confortati dal fatto che le camicie non stringono, che i jeans vanno lenti.
E anche quando vostra madre vi dice: “Si saranno dilatati i tessuti…”
vi fate forza sulla cinta che riuscite a chiudere sempre di più, un buco dietro l'altro.
E lei non mente, no.

Eppure esiste qualcosa di peggio rispetto a tutto ciò.
Non lo sapete?

Ve lo dico io.
C’è di peggio che...
….vi chiedono se siete incinte!

martedì 9 aprile 2013

Falsa magra o vera grassa?


“Toh, guarda qua, so’ diventato un figurino e non mi dici niente! Ho perso 3 kg!”
“Ma certo, sei molto dimagrito!  
BUGIARDA BUGIARDA BUGIARDA
Hai iniziato la palestra come dicevi?" 
 BRAVA, SVIA IL DISCORSO
“Certo! Ho smesso pure di mangiare pasta a pranzo e cena, la mangio solo una volta al giorno, perché non ci provi?”
“Veramente io la pasta non la mangio mai, nemmeno il pane”
“Seee, vabbè, dai, provaci!”  
SAPEVO CHE NON MI AVREBBE CREDUTO, MANCO L’ENDOCRINOLOGO MI CREDEVA
“Giuro! Io già non ne mangiavo tanta prima, comunque dal 2 gennaio non ho più toccato né pasta, né pane, né dolci. Non ho sgarrato nemmeno una volta, manco a Pasqua! Non mi trovi più sgonfia?” 
HO PERSO QUASI 12 CHILI!!!! AIUTO!!!!
“Beh, dai un po’ più sgonfia sì. Però davvero, prova a mangiare la pasta solo una volta al giorno! Vedrai che mi ringrazierai” 
FOTTITI!!!!!!!!

Perdere 12 kg senza che nessuno se ne sia accorto. O mi prende in giro la bilancia o sono così immensa che 12kg sono una goccia nell’oceano.
Santa Polenta, aiutami tu!

domenica 7 aprile 2013

Scelte coraggiose


“Si sicura di volerlo fare?”
“Sì, prima o poi dovrò liberarmi da questo timore…”
“E se…se non andasse bene?”
“Credo di potermi fare abbastanza male. Pensi che non potrà andare?”
“Io credo che ce la puoi fare. .. ho un po’ di timore, non sappiamo quanto può reggere”
“Basta. Io vado. E che dio me la mandi buona”.
Aprì con decisione l’apparecchiatura, fece il primo passo. Poi un secondo. Teneva.

Ok, la scaletta mi regge. Eddaje!


domenica 24 marzo 2013

La donna che borbottava ai commessi


Sabato ho pensato che sarebbe stata una buona idea andare a fare shopping.
Beh, shopping è un termine forse eccessivo per definire le mie compere di vestiario.
Di solito corro velocemente nei negozi in cui sono certa che ci sia qualcosa di indossabile dalle donne che amano ancora mangiare, provo una decina di capi e, solitamente, esco dal negozio con uno o nessun capo.
Diciamo che, quando il buon dio distribuiva alle donne femminilità e frivolezza, io ero al bagno e mi sono dovuta accontentare di qualche pregio/difetto tipicamente maschile.
Sabato, come dicevo, ho pensato che i pantaloni lisi e le scarpe da ginnastica usurate di cui abuso giornalmente avevano diritto ad un meritato riposo. Pertanto sarebbe stato opportuno cercare qualche capo sostitutivo. Che è, nel mio caso, un po’ come cercare di vincere a tombola.
Sono andata al centro commerciale con quel sant’uomo di mio marito e mi sono diretta negli unici due negozi in cui potevo trovare qualcosa in cui fare alloggiare i miei quarti di lombo.
Entro nel primo, vado al reparto chiattone e trovo la tristezza fatta persona: camicione giganti scure, con tonalità variabili dal nero al nerissimo; maglie sformate in grado di insaccottare anche una modella filiforme; pantaloni mediocri adatti a corpi alieni! Santa pazienza! Io sono già obesa, posso mai mettermi dei sacconi informi addosso? Devo per forza indossare abiti dall'effetto “son tutto un tronco”? Non sarebbe possibile qualcosa che segni il punto vita perché, seppur ampio come una circonvallazione, anche io ho un punto vita!
E poi vogliamo parlare dei pantaloni? Quelli del marchio K. sono fatti proprio a membro di segugio: stretti sulle gambe e larghissimi sul sedere. Quindi per farci passare le gambe dentro sei costretta a navigare in un tendone di jeans che contribuisce ad ingrossare la zona deretano, già di per sé sufficientemente ampia!
Mio marito dice che son solita fare le osservazioni che qui vi riporto, emettendo suoni gutturali mentre scelgo i capi sugli stand. Dice che vado in giro per il negozio borbottando come una caffettiera. Non so se ciò sia vero. Nel caso lo fosse, si spiegherebbe il perché ultimamente i commessi si tengono tutti a debita distanza.
Uscita da K., entro nel negozio BP. Mio dio, che orrore! Ovunque colori sgargianti tipo verde vomito, giallo fosforescente, arancione semaforo, viola becchino, azzurro ciano…quasi cianotico! Santa pazienza, sono obesa! Sono visibile anche da lontano, non ho bisogno di abiti catarifrangenti!!!!
Se rinasco, voglio fare la stilista per le taglie over 50!

E le scarpe le ho lasciate perdere. Ho avuto pietà di mio marito. Magari ci riprovo la prossima volta!

lunedì 4 marzo 2013

Per essere perfetta mi mancava solo un difetto!

Quante volte ce l'hanno detto? 
Quando sei a dieta, non ti basare solo sui numeretti della bilancia! verifica le tue misure! 
Perchè la bilancia, si sa, è un po' bastarda e si diletta nel paventare numeri a casaccio frutto di ritenzione idrica, sfasamenti, umidità dell'aria, polvere, e chissà che altro! Inutile farsi prendere dal magone: se quella peripatetica di una pesa-lardelli non ci rimanda indietro un numero che possa compensare i sacrifici fatti nell'eterna lotta al grasso superfluo, noi ci rivolgiamo al signor Metro Da Sarta, tanto freddo quanto giusto nel fornir verdetti.

Prima di procedere all'operazione di misurazione occorre munirsi di un metro da sarta che, seppur chiamandosi metro, in realtà fornisce misure per il doppio del suo nome. Già si evince l'efficienza del soggetto.

Si passa poi all'identificazione delle parti da misurare: tette, culo, punto vita, girobraccio e girocoscia, tanto per gradire.
Le misure sono strabilianti:
tette: 137
vita: 118
culo: 137
Sono una clessidra perfetta! 
Un 90-60-90 non me lo toglierebbe nessuno se non si badasse a quella quarantina di centimetri in esubero che gravitano su ogni porzione di me! 
Sono potenzialmente perfetta!

La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa.Johann Gottlieb Fichte

domenica 24 febbraio 2013

(non) aprite quella porta!


Riccomi qui.
Chiedo scusa a chi mi ha cercato qui e su facebook ma negli ultimi giorni un tifone ha investito ogni comparto della mia vita.
Da mesi l’impresa per cui lavoro è in crisi. Da qualche giorno il capo ha deciso di chiudere.
Non starò qui a sottolineare in che condizione ho affrontato questi giorni, combattuta tra il mio malessere personale dovuto alla perdita del lavoro imminente e il malessere del mio titolare per il fallimento dell’impresa paterna. Ci sono stati giorni in cui ha pianto e l’ho sostenuto, giorni in cui ce l’ha avuta con me perché preso dalla sindrome del “tutti mi rubano”, giorni in cui ha urlato, si è disperato, battuto la testa al muro e imprecato. Io sono rimasta silenziosa al suo fianco mentre un tumulto di emozioni mi rivoltavano lo stomaco.
 Oggi ci sono io. Un lavoro che tra qualche mese non sarà più. Un mutuo che sarà ancora per qualche decennio.
Nel mezzo di questa bagarre, una cosa mi ha sorpreso. Ho tenuto botta con i miei propositi. Sì, lo so, sembra sciocco, nel bel mezzo della catastrofe, soffermarsi sulla dieta. Ma non è così. Chi è obeso dentro sa che non è così. Non c’è nulla che riempie bene un vuoto come il cibo. Il cibo e le voragini interiori si completano a vicenda. Quante volte ho desiderato di riempirmi di cibo fino ad esplodere? Tante. Ma ho resistito. Non voglio che il male esteriore affondi il mio male interiore. Voglio salvare il buono che finora ho fatto per me. Me lo devo.
Per il lavoro, per il mutuo, per il futuro, cosa accadrà?
Non lo so. Non voglio fare come al mio solito buttandomi in previsioni negative degne di un Nostradamus de noantri. Proviamo a sfangare un giorno per volta.
Chiudiamo questa porta, si aprirà qualche portone.

mercoledì 30 gennaio 2013

Delicatezze

Quando...

  • che occhi belli che hai, quando sorridi diventano due fessure...come quelli di Bud Spencer!




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Quando....

  •  ho visto quest'immagine e ho pensato subito a te e ai tuoi allenamenti!



Quando....

Ma se cambiassi marito????

venerdì 18 gennaio 2013

Incontri del 3° tipo


Il parco era silenzioso. Complice il freddo e la pioggia, sul viottolo tra gli alberi c’era solo lei. Passeggiava con passo spedito, combattuta tra la voglia di tornarsene al caldo dell’ufficio e l’intenzione di portare a termine il programma di dimagrimento che si era prefissata.
Nell’aria si sentiva solo il crepitare leggero delle foglie e le folate insistenti del vento.
In piena solitudine, accennava sottovoce motivetti musicali che la memoria le suggeriva.
Quando ad un tratto…
SVIUMMM
Un rumore improvviso, un movimento lesto alle spalle, la paura di essere aggredita da un grassofilo in un posto così solitario. Si immaginò in una puntata speciale di Quarto Grado, in un ingrandimento della sua immagine a far da sfondo allo studio, mentre Salvo Sottile parlava della sua vita morigerata.
Nell’attimo in cui i peli, tutti, le si drizzarono sul corpo, la mentre produceva pensieri da cronaca nera e il cuore saltellava nel petto, un po’ per la fatica e un po’ per la strizza, si vide superare da una gazzella in leggins che muoveva i suoi 40kg sculettanti in una corsa campestre.
Di fronte alla sorpresa, un solo pensiero le si produsse:
“Che paura!...ma va a morì ‘ngrassata!”