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martedì 22 marzo 2016

Riflessioni di fronte una tazza di latte scremato. Senza zucchero.

Questa è la mia ultima chance. Se non dimagrisco, mi opero. Lo riscrivo così magari me lo ricordo pure io.
Per fare le cose per bene sono andata dal dietologo che mi ha dato la classica ipocalorica. Speravo in altro? No. Ormai conosco le regole del gioco. Cercavo però qualcuno che mi monitorasse, qualcuno di fronte a cui provare vergogna nel ripresentarmi ingrassata invece che dimagrita.
Se mi faccio un esame di coscienza, mi rendo conto che non avrei avuto bisogno di indicazioni alimentari: a teoria sono fortissima, sono più di 30 anni che faccio diete. Cercando improbabili scorciatoie, le ho fatte tutte:

  • quelle ipocaloriche: a 9 anni la prima, era da 900kcal al giorno e me la diede il “medico di famiglia”. Ha fruttato valanghe di cartocci di merendine nascoste sotto il letto per non farmi scoprire che mangiavo di nascosto. Sicuramente per gola, ma soprattutto per fame!
  • quelle senza glutine: anche se non ero celiaca, il dottore (non mi ricordo più quale dei tanti) mi faceva comprare in farmacia degli alimenti particolari che costavano tantissimo. La dieta finì per mancanza di fondi;
  • quelle a base di erbe che, si sa, le erbe non fanno male (andatelo a dire a Socrate):  dalle diete date dall'erborista che, guarda caso, associava composti erboristici da comprare proprio nel suo negozio, fino al famigerato H…e al cui rappresentante mando ancora qualche improperio quando ci ripenso;
  • quella dissociata in cui mi dissociavo mentalmente quando mangiavo il tiramisù;
  • quella Weight Watchers che non ho mai iniziato perchè mi sono persa nel calcolare i punti;
  • quella a Zona in cui mangiavo solo in una zona della casa: la cucina! (scherzo, è stata una dieta che mi ha fatto perdere moltissimo e mi lasciava con una grande lucidità mentale);
  • quella dukan in cui mi sono resa colpevole dello sterminio di legioni di polli;
  • quella Atkins che non ho mai fatto perché ho sempre confuso Atkins con Anisakis e pensavo di dovermi nutrire di parassiti del pesce;
  • quella del fantino in cui mangiavo a colazione il cavallo del fantino suddetto;
  • quella del minestrone in cui iniziavo campando di verdure e terminavo mangiandomi orto e ortolano.

Insomma, le ho tentate un po’ tutte iniziando precisa e decisa, perdendomi poi nel tragitto letto-frigo. Ora mi sento convinta. Sono due mesi che mi peso i miei 60g di pasta autoconvincendomi che mi sazierò prima o poi. A volte mi ritrovo a guardare con cupidigia le pappe del mio bimbo ma no, io resisterò!
Perché deve essere così difficile? Me lo sono sempre chiesto. Ricordate quando parlai del progetto del progetto “99 rimostranze a Dio”? indovinate chi ha scritto questo?

Alla c.a. del Creatore o a chi di competenza.

Buongiorno,
è con sommo dispiacere che devo lamentarmi del servizio offerto dalla vs spettabile società. Sebbene siano state promesse, in fase di creazione, ogni sorta di pari opportunità, vantaggi a zero problemi e soprattutto equità nella qualità dei prodotti creati, mi trovo totalmente in disaccordo su alcune scelte da voi attuate. Trovo infatti deplorevole e scandalosa l’idea di attribuire al sedano 15kcal per etto contro gli oltre 500 affibbiati alla cioccolata! Ciò è profondamente ingiusto e deleterio in quanto provoca, negli acquirenti ignari, tragici effetti ponderali non facilmente risolvibili!
Tra l’altro, mi duole riscontrare che i vs prodotti, specialmente quelli a più alto tasso calorico, provocano dipendenza e assuefazione! Questa è una truffa bell’e buona! Sarebbe stato eticamente più corretto, qualora non fosse riuscito a distribuire più equamente le calorie (ma Chi ve lo avrebbe impedito???), evidenziare i prodotti più calorici con frasi demotivanti, del tipo “Mangiare responsabilmente” o “Nuoce gravemente al girovita”. Vista l’evidente malafede delle sue azioni, chiedo il rimborso di tutti i kg accumulati negli anni con l’applicazione dei relativi interessi di mora.

In attesa di un vs sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

martedì 27 agosto 2013

Dov'ero quando non c'ero



Gli ultimi giorni di luglio e la prima settimana di agosto sono stati confusi e tempestosi. Sul lavoro, tra riffe e raffe, pare che il licenziamento di fine luglio sia stato prorogato a dicembre. Dico “pare” perché il capo mi ha detto una roba tipo: “vogliamo provare a vedere se ci arriviamo a dicembre?”
Insomma, la fiera della precarietà! Non debba mai dirsi che ci si annoi.
In passato un periodo instabile come questo mi avrebbe condotto ad una sola strada: quella per il frigo. Complice i risultati ottenuti e forse qualche pizzico di sale in zucca che, si spera, l’esperienza mi ha dato, sono riuscita a tenere fermi i buoni propositi e a non gozzovigliare in giro.
Partendo per le ferie d’agosto, ho preparato una valigia che manco Totò e Peppino a Milano! Non so se qualcuno ricorda la scena in cui aprendo le valigie tirano fuori caciotte, spaghetti e galline!
Io ho fatto una cosa simile: ho girato con le borse termiche piene di prodotti ipocalorici e proteici ben intenzionata a non cedere alle lusinghe del cibo vacanziero!
Quando sono andata a trovare i miei, mia madre è quasi svenuta alla vista degli shirataki, così bianchi e mollicci da ricordare una tenia intestinale (parole di mia madre). Non ho avuto il coraggio di mangiarli di fronte a mio padre…comunque, in casa, tutti si sono fatti un po’ l’idea che, oltre al peso, sto perdendo anche il senno. Perfetto. Grassa e rincoglionita, cosa chiedere di più?
Delle 3 settimane di ferie, ho passato 18 giorni in rigorosa ascesi alimentare.
Mi sentivo immortale.
Poi è venuto il compleanno della mia figlioccia. Ho assaggiato un pezzo di torta e si è aperta la voragine. Il pozzo nero delle voglie mangerecce si è aperto e ha fagocitato l’universo attorno a lui. Ho passato gli ultimi 3 giorni in voluttuose sfide gastronomiche…
Domenica sera sono rientrata alla base.
Lunedì mattina è ricominciata la lotta.
Obesità, a noi due!

martedì 2 luglio 2013

Traumi infantili

Nella mia infanzia da cicciona avevo un incubo ricorrente: le diete e i consigli dietologici.
Attorno a me era un fiorire di esperti pronti a dare consigli, i più strampalati possibili, al fine di privare il mio corpo di una morbidosità che, incurante di certe pirle di saggezza, mi avrebbe accompagnato per i decenni a venire.
Ognuno aveva una sua teoria, un suo rimedio.
E mia madre me li ha fatti provare tutti.
Tutti.
Un vero incubo.
Incubo che persiste anche oggi ma con caratteristiche decisamente ben diverse.
Quando ero bambina per me era un incubo – lo so, l’ho già detto, ma era per far capire il livello di incubosità – repetita iuvant. Era come se avessi rubato e tutti mi ricordassero ogni volta il mio reato. Appena sentivo che il discorso cominciava a virare su dieta, alimentazione o, peggio, attività fisica, cominciavo a sentirmi male e pregavo, pregavo, pregavo che accadesse qualcosa che distogliesse gli astanti da quegli infausti argomenti di conversazione.
Capitemi: ero una bambina brufolosa, con la forfora, gli occhiali, cicciona e timidissima. Insomma, ero riuscita a non farmi mancare niente. E, chissà perché, vivevo uno stato depressivo della portata di un Leopardi de noantri.
In quel periodo andavano di moda le trasmissioni per rimettersi in forma. Quando ero a casa e la tv era ancora senza telecomando, ero solita incastrare uno stuzzicadenti spezzato nel tasto di cambio canale al fine di eliminare dalla mia vista il famigerato “Più sani, più belli” della Lambertucci (si legga con la stessa voce con cui Fantozzi parlerebbe della corazzata Potemkin).
Quanto ho odiato quella donna e quel programma… Era il materializzarsi del mio incubo a scala nazionale! Io l’avevo ribattezzata segretamente Rosanna La Bertuccia e boicottavo continuamente il suo programma. Ancora oggi, quando mi capita per caso sotto gli occhi, mi si accapponisce la pelle al ricordo del trauma subito.
Mi scuso pubblicamente con lei, so che non è colpa sua se ho subito i suoi insegnamenti attraverso la voce di mia madre e i suoi continui:
“Hai sentito che ha detto?”
“Hai capito che devi fare?”
“Devi bere il the verde!”
“L’ananas scioglie i grassi!”
E su quest’ultima pillola di salute avrei di che ridire.
Ho mangiato tanta di quell’ananas in vita mia, nella speranza che mi liquefacesse, che sono diventata socia dell’Uomo del Monte…

… per poi scoprire che, a me, il fruttosio fa solo ingrassare!

venerdì 7 giugno 2013

Quando il gioco si fa duro...

“…e dai, assaggiane un pezzettino!”
“NO”
“…e dai, cosa vuoi che ti faccia una cucchiaiata!”
“NO”
“…e dai, ma proprio oggi dovevi stare a dieta?”
“NO …cioè, Sì! ma un padellata di cavoletti tuoi non te la fai mai???”


Quando decidi di dare una svolta alla tua vita, il MALE assume spesso le sembianze di un amico, di un conoscente o di un parente che sia, incapace di impegnare i propri neuroni in attività che riguardino la sola sua vita privata, dedicandosi spesso a rompere le uova nel paniere della malcapitata di turno.
Appena decidi di metterti a dieta, come già discusso in precedenza, diventi una sorta di critico culinario a cui tutti si sentono in dovere di far provare le proprie leccornie. Se sei abbastanza forte e motivato da dire di no, immancabilmente, fastidiosamente, la risposta che ti arriva è: “…solo un pezzettino, che ti fa???”
Qui scatta la viulenza.
Mentale ovviamente.
Anche se qualcuno qualche mozzico sul naso se lo meriterebbe proprio.
Io non voglio il tuo cibo. Quale concetto di “NO” non ti è chiaro?
Io sono composta di “assagginii”. Il mio grasso è una stratificazione litoide di degustazioni culinarie. Ogni lardello che mi compone è mattoncino Lego costituito da assaggini a dritta e manca, cucchiaiate, pezzettini…
E’ qui che l’obesità palesa il suo status di malattia.
Per una “persona normale”, senza patologie o fisime mentali a sfondo mangereccio, un assaggino sarebbe una cucchiaiata. Per me è la rottura di un argine mentale, una diga che è difficile ricostruire.
E così l’assaggino diventano due, tre, dieci, cento, mille.
E’ come mettere un ex alcoolista a fare il sommelier.
E poi subentra la sindrome del “tanto ormai”. Ho sgarrato? Sono ingrassata di nuovo? Ho mangiato troppo? Continuo a farlo, tanto ormai… E c’è ben poco di razionale in tutto ciò.
Se in una “persona normale” è il cervello che invia impulsi alla mano affinché prenda o lasci il cibo, nel mio caso lo stomaco sabota i neuroni, li spegne e muove la mano come… avete presente quelle macchinette piene di peluche in cui, con una pinza, cerchi di afferrare tutto l’afferrabile?
Ecco, avete capito.
 ‘ndo cojo, cojo. Il gergo romano, non sbaglia mani.
E un semplice, innocuo, imprevisto extra diventa un’orgia di cibo, un circolo vizioso che diventa sempre più difficile da rompere.
Riuscireste a far capire tutto ciò alla mano inconsapevolmente tentatrice che ti porge il cibo?
No. Io almeno non ci sono mai riuscita.
Quindi mi limito a rispondere con un tono perentorio, mostrando i denti e minacciando un’incazzatura imminente.

Che poi sarebbe tutto più semplice: 



domenica 26 maggio 2013

Incompresa


Cosa c’è di peggio - in ambito dietologico, s'intende - di quando nessuno si accorge che avete perso 14 kg?

Con tanta sofferenza, rinunce e sacrifici, nonostante nessuno riconosca il vostro successo, andate avanti.
Sebbene, con un certo sospetto, abbiate anche pensato che la pesalardelli, comunemente chiamata bilancia, vi mentisse spudoratamente per prendervi in giro, vi sentite confortati dal fatto che le camicie non stringono, che i jeans vanno lenti.
E anche quando vostra madre vi dice: “Si saranno dilatati i tessuti…”
vi fate forza sulla cinta che riuscite a chiudere sempre di più, un buco dietro l'altro.
E lei non mente, no.

Eppure esiste qualcosa di peggio rispetto a tutto ciò.
Non lo sapete?

Ve lo dico io.
C’è di peggio che...
….vi chiedono se siete incinte!

mercoledì 1 maggio 2013

Modalità casalingua

Cerchi una centrifuga/tagliaverdure e trovi questo:

Dildo Maker

da oggi mangiare la verdura avrà un gusto diverso!

E pensare che dovevo ancora capacitarmi del tagliaverdure a forma di scroto!


lunedì 25 marzo 2013

Pubblicità! 1

Ciao! Sono Tuccy Credi e ho perso 20kg con le erbe dell'orso Yoghy! 
Avevo letto su un giornale la notizia sui prodigi di queste erbe ma non riuscivo a crederci, poi ho parlato con mia cugina e anche lei ha perso 30 kg in una settimana mangiando tutto quello che voleva!
Ho fatto l'ordine e il pacco mi è arrivato un minuto dopo! Ho assunto la prima dose di erbe e mi sono sentita già subito snella! A fine giornata avevo perso già 3 Kg! E avevo mangiato anche un'intera torta!

Non mi credi? provaci anche tu! Con 199,99€ potrai avere un etto di erbette sufficiente a perdere i primi 30Kg!

Sono miracolose!!!
Guarda la foto, sono io!
In un mese mi sono asciugata e tonificata! La pelle non è rimasta flaccida anzi, grazie alle erbe mi sono venuti fuori anche degli addominali che non pensavo di avere! 
Come è successo? 
Semplice: il grasso addominale si è alleggerito ed è salito fin sulle tette! Ho perso due taglie sul punto vita e ne ho guadagnate due sul seno!
Queste erbe sono miracolose, mi hanno cambiato anche il colore delle mutande!
Dai, provaci anche tu!
E' vero!
Credici!!!

lunedì 4 marzo 2013

Per essere perfetta mi mancava solo un difetto!

Quante volte ce l'hanno detto? 
Quando sei a dieta, non ti basare solo sui numeretti della bilancia! verifica le tue misure! 
Perchè la bilancia, si sa, è un po' bastarda e si diletta nel paventare numeri a casaccio frutto di ritenzione idrica, sfasamenti, umidità dell'aria, polvere, e chissà che altro! Inutile farsi prendere dal magone: se quella peripatetica di una pesa-lardelli non ci rimanda indietro un numero che possa compensare i sacrifici fatti nell'eterna lotta al grasso superfluo, noi ci rivolgiamo al signor Metro Da Sarta, tanto freddo quanto giusto nel fornir verdetti.

Prima di procedere all'operazione di misurazione occorre munirsi di un metro da sarta che, seppur chiamandosi metro, in realtà fornisce misure per il doppio del suo nome. Già si evince l'efficienza del soggetto.

Si passa poi all'identificazione delle parti da misurare: tette, culo, punto vita, girobraccio e girocoscia, tanto per gradire.
Le misure sono strabilianti:
tette: 137
vita: 118
culo: 137
Sono una clessidra perfetta! 
Un 90-60-90 non me lo toglierebbe nessuno se non si badasse a quella quarantina di centimetri in esubero che gravitano su ogni porzione di me! 
Sono potenzialmente perfetta!

La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa.Johann Gottlieb Fichte

venerdì 18 gennaio 2013

Incontri del 3° tipo


Il parco era silenzioso. Complice il freddo e la pioggia, sul viottolo tra gli alberi c’era solo lei. Passeggiava con passo spedito, combattuta tra la voglia di tornarsene al caldo dell’ufficio e l’intenzione di portare a termine il programma di dimagrimento che si era prefissata.
Nell’aria si sentiva solo il crepitare leggero delle foglie e le folate insistenti del vento.
In piena solitudine, accennava sottovoce motivetti musicali che la memoria le suggeriva.
Quando ad un tratto…
SVIUMMM
Un rumore improvviso, un movimento lesto alle spalle, la paura di essere aggredita da un grassofilo in un posto così solitario. Si immaginò in una puntata speciale di Quarto Grado, in un ingrandimento della sua immagine a far da sfondo allo studio, mentre Salvo Sottile parlava della sua vita morigerata.
Nell’attimo in cui i peli, tutti, le si drizzarono sul corpo, la mentre produceva pensieri da cronaca nera e il cuore saltellava nel petto, un po’ per la fatica e un po’ per la strizza, si vide superare da una gazzella in leggins che muoveva i suoi 40kg sculettanti in una corsa campestre.
Di fronte alla sorpresa, un solo pensiero le si produsse:
“Che paura!...ma va a morì ‘ngrassata!”

mercoledì 9 gennaio 2013

Mettersi in moto


Come ad ogni inizio dieta, fioccano inviti mangerecci da ogni angolo!
Gente che quasi non ti salutava, all’improvviso, si ricorda di te e ti invita alla sagra della polenta lardellata con le cotiche; parenti che decidono di fare pasti luculliani a cui tu DEVI necessariamente partecipare pena l’essere diseredati; colleghi  che si sentono gourmet e “questo lo devi proprio assaggiare, l’ho fatto io, è una torta burrolenta al triplo cioccolato con ripieno di lardo cacaoso”… Insomma, ci siamo capiti.
Ma io non demordo. Tronfia dei mie -2,5kg procedo nel mio percorso.
Vi dirò di più!
Io, regina della poltrona indiscussa, vincitrice dell’ambitissimo premio “bradipo dell’anno”, allergica a qualsiasi forma sportiva, ho iniziare a fare moto.
Moto è un termine generico che si usa spesso nell’ambito della cura all’obesità. Non è proprio ginnastica, non è proprio footing, non è proprio ballo, non è proprio nuoto… insomma, è quella cosa indefinita che i ciccioni pasticcioni come me tentano di fare. Un specie di movimento inconsulto che può essere un po’ di tutto e un po’ di niente.
“Fa un po’di moto”, chissà quante volte ve l’hanno detto!
E’ come dire, “ fa quello che riesci a fare, purché schiodi il culo dalla poltrona”.
E io l’ho schiodato. Mi dedico a mezz’ora di camminata al giorno. 
Se vedete qualcuno  in un parco isolato ansimare come un carlino, sono io. Salutatemi pure, grazie.
Però…
…c’è sempre un però.
Anche qui c’è chi mi boicotta.
Le scarpe.
Ve lo ricordate quando schiattai le scarpe a dondolo?
Ecco, ora ho sfondato i cuscinetti delle scarpe da ginnastica.
Camminando.
Non correndo, non saltando, non arrampicandomi su rocce aguzze. Semplicemente camminando.
Mi ritiro a meditare.

giovedì 3 gennaio 2013

Buon Duemilaecredici


Per la prima volta in vita mia tra:
  • pranzi/cene prima di natale per salutare amici e colleghi
  • pranzi/cene di natale per festeggiare
  • pranzi/cene tra natale e capodanno per salutare i parenti
  • pranzi/cene di capodanno perché sia mai che viene una carestia e ci trova impreparati

ho preso solo 2 chili che ho già riperso in un giorno di dieta.
Considerando che io sono affezionata alla teoria dei “7kg in 7 giorni” da leggersi nel senso dell’ingrasso, prendere solo 2 kg mi sa di evento eccezionale pari solo al passaggio della cometa di Halley.
Il fatto che abbia già perso questi chili è un evento di straordinaria portanza che ne potrebbero fare una puntata speciale di SuperQuark. 
Da sempre non ho mai smaltito i chili delle feste. 
Dirò di più, da sempre, risparmiosa, gli ho sempre accumulati su fianchi e culo nell'improbabile evenienza di restare senza cibo nei secoli a venire.
Come mi ero ripromessa, il 2 gennaio ho cominciato l’ennesima dieta. Ho perso il conto di quante e quali diete il mio corpo ha sopportato. Mi rendo conto di essere il cliente ideale per i mille guru che ogni anno, immancabilmente, se ne vengono fuori con una nuova dieta miracolosa. Con i miei soldi ho arricchito tanti di quei dottoroni, impostori, santoni, dietologi, endocrinologi, macellai e wannamarchi del caso, che avrei potuto costruirmi un impero!
Adesso però mi sono stufata. Faccio di testa mia. Dopo anni e anni di diete, ho acquisito una laurea ad honorem  in dietologia, potrei scrivere un manuale…e chissà che non lo faccia prima o poi!
Nel frattempo: il corpo è mio e lo strippo io.
Amen.

Me lo sento, il duemilaecredici, è l’anno della svolta!

martedì 9 ottobre 2012

Ritorno col botto (in tutti i sensi!)



Come dice il detto: “A volte ritornano”.
Eccomi, sì, sono tornata.
In questo mese e mezzo di assenza sono accadute molte cose che, pian piano racconterò. Comunque, vi anticipo che sono tornata grassa (ma questa non è una novità), con qualche complesso in più (ma anche qualcuno in meno) e con taaanta fame! Insomma, avremo di che parlare!
Rileggendo l’ultimo post che ho scritto, si parlava dell’ultima visita fatta dal Dottor M e della sostituzione di un pasto con dei bibitoni. Quando me li ha prescritti, disse che ci avrei perso proprio tanto!
E infatti, non mentiva, ci ho perso veramente tanto: tanti soldi e tanto tempo!
Credo che qualche componente del bibitone - uno dei pochi riconosciuti e controllati dalla sanità italiana (che, detta così, non so se sia una garanzia) – vada in conflitto con le mie trippe, pertanto, dopo ogni bevuta mi trovo con una panza gonfia di puzzette (e questo non è carino, soprattutto se si è in ufficio) e una fiatella tale da stendere un mammuth (non per altro, si sono estinti).
Qualcuno (ad esempio tutti quelli che mi circondano) mi ha suggerito di chiamare il dottore per parlargli dei nefandi effetti. Beh…questo è il complesso nuovo che mi è venuto: e se non mi credesse? E se pensasse che mi scofano di merendine e poi vado a rompergli le balle perché non perdo peso e ho un meteorismo tale che nemmeno Bud Spencer nei suoi film migliori???
Lo so che sono pippe mentali, sto cercando di smettere, abbiate pazienza!

lunedì 20 agosto 2012

Aggiornamento cicciottoso


No, non sono sparita. Ce ne vuole per farmi sparire. Se mai sparirò vorrà dire che mi hanno inglobato in una fabbrica per mortadelle e che vi grufolerò dall'interno dei vostri panini.
Mi trovo in un posto abbandonato da internet, la connessione va e viene come il mio peso. Nella mia vita sono sempre alla ricerca di una stabilità ma né la internet key, né la bilancia, paiono intenzionate a soddisfarmi.
La visita col Dottor M andò bene, se si tralasciano le 2 ore e mezza di attesa. Mi disse che, nonostante il peso fosse costante, avevo perso ben 5kg di grasso. Ma dove dottò???
Gli chiesi una dieta più proteica perché a me riso e gallette di riso fanno cagare (solo in senso figurato. In senso letterale mi attappano) e lui mi ha abbindolato con dei bibitoni sostitutivi del pranzo di sicurissimo effetto. Ora, è vero che soffro di una ritenzione idrica fortissima tale da fare concorrenza a Sponge Bob, ma qui non calo di un etto! E se non calo, con quale spirito di abnegazione posso rinunciare al pranzo sorbendomi dei bibitoni immondi gusto fragola posticcia????
Ho chiesto al dottore un drenante ma non mi risponde, credo sia in ferie.
Intanto io continuo a gonfiarmi come un pallone aerostatico. Prima o poi esploderò, me lo sento.

venerdì 25 maggio 2012

La salsiccia sulla piastra che scotta


Essere ciccioni significa tante cose tra cui:
-         pregiudizi da parte di chi guarda
-         mancata accettazione di sé
-         propositi e spropositi che si rincorrono continuamente.
Ci sono giorni in cui i tre fattori suddetti si mescolano rovinosamente nel nostro cuoricino di ciccia dando sfogo a quello che io definisco “il dominio della panza sulla ragione”.
Prendiamo un giorno a caso in cui vi siete svegliati già con l’umore incline alla depressione. Mettiamo che incontrate qualcuno che vi delizia con qualche sguardo eloquente o vi apostrofa con un raffinatissimo “a buzzicona!!!!” e mettiamo pure che quel giorno anche voi vi insulteresti da soli…succederà sicuramente che vi incamminiate faticosamente lungo una sottile linea d’ombra conradiana, a metà tra la voglia di digiuno e la voglia di mettere a ferro e fuoco il frigo.
A me succede spesso. Troppo spesso, direi.
Nei momenti in cui vedo cacca ovunque manco fossi uno stercorario ad un banchetto, il mio flusso di pensiero può riassumersi così: “Adesso basta! Non mangio più, non posso andare avanti così! Per attenuare la fame berrò l’acqua a piccoli sorsi, mi nutrirò di erba, muschi e licheni come le capre montane! Mai vista una capra montana grassa, giusto? E poi devo fare tanto movimento. Devo comprarmi una tuta, sono l’unico essere al monto così abulico verso il movimento da non avere manco una tuta, tutti i giorni devo andare a correre. Magari un giorno sì e uno no che devo pure riposare. Però se corro qualcosa devo mangiare, potrei buttarmi sulle proteine che fanno dimagrire e tonificano. Voglio diventare come Swartznegger, devo essere senza un filo di grasso. Però troppe proteine da sole fanno male, magari un giorno sì e uno posso mangiare la pasta, potrei lasciarmi un giorno a settimana per mangiare qualche porcheria, certo adesso viene il periodo dei compleanni, al limite se mangio troppo la sera  il giorno mi trattengo un po’, anche se non posso mangiare troppo poco altrimenti sul lavoro mi mangio i colleghi. Certo, ora un bel ghiacciolino ci starebbe proprio bene, però se mi prendo un gelato alla frutta potrei sostituire il pranzo. Il pistacchio è un frutto? Mi sa di no, allora facciamo le creme, con panna e nutella, certo, grazie. Forse è meglio che comincio domani che oggi è andata così. Però da domani dieta, giuro!”

mercoledì 22 febbraio 2012

Mission Impossible!


 Eh…pensavate che il Dottor M mi avesse chiuso in uno stanzino nutrendomi a pane ed acqua (ma senza pane che fa ingrassare) in modo da costringermi ad un dimagrimento coatto?!?!?!
Invece no! Giro ancora baldanzosamente per la città sfoggiando le mie ciccette intrepide! Motivi di lavoro mi hanno tenuto lontano da questi schermi ma ora sono tornata in tutto il mio trionfo lipidico! La visita non è andata bene. Il dottore, seppur bonariamente, mi ha rimproverato per i bagordi natalizi. Seppur abbia perso quanto acquistato durante le festività, mi sono lasciata andare alla compulsione mangereccia. E non si fa.
Come ha avuto modo di osservare, non prendo seriamente la mia condizione. Io, che da sempre combatto contro i pregiudizi legati alla ciccia, sono la prima vittima e carnefice di me stessa. Se considerassi la mia condizione simile ad una patologia, probabilmente sarei più ligia alle sue prescrizioni. Sicuramente se fossi diabetica non sfonderei la vetrina di una pasticceria per ingozzarmi…quindi, perché farlo da obesa? Non è forse l’obesità una malattia?
Devo imparare ad amare questo grande corpo e a curarlo come meriterebbe. Al prossimo controllo mancano 10 settimane, fino ad allora il comandamento è solo uno: 

sabato 31 dicembre 2011

Bott(on)i di fine anno

Come ogni ultimo dell’anno, è giunto anche per me il momento di tirare le somme di quanto è stato e di snocciolare i soliti buoni propositi che, chissà perchè, hanno sempre un certo sapore effimero.
Il 2011 è stato l’anno dei progetti. Ne ho portati a compimento alcuni mentre altri sono ancora in fase di elaborazione. La stanchezza è stata tanta, così come la fame. Se da un lato ho contenuto forzatamente l’appetito, cedendo rovinosamente in questi giorni, dall’altro ho sostenuto con una certa fatica la stanchezza di alcune decisioni importanti che, disperatamente, cerco di delegare.
Insomma, poteva andare meglio ma poteva andare sicuramente peggio. Indi per cui, sfiga mia, stiamo pari e per quest’anno è andata bene così.
Effetto di una scorreggina post-cenone ;-)
I propositi del nuovo anno hanno, indovinate un po’, il sapore della bieta. Lessa, con uno spruzzetto di limone, senza sale. Insomma, devo magnà poco, scondito e, se possibile non devo magnà proprio.
Ora scusate ma devo andare a preparare il cenone.  Stasera famo i botti.
Io di sicuro. Il primo ad essere sparato via, sarà il bottone dei pantaloni!
Buon 2012!

martedì 13 dicembre 2011

Ave, Caesar, morituri te salutant

Sono le 17.33 e il culo a due piazze è incollato alla sedia da stamane.
Tra poco meno di un'ora ho appuntamento col Dottor M per il primo controllo ufficiale. Una sottile ansia, sottile come solo un materasso sa esserlo, comincia ad impossersarsi di me...

Cosa dirà?

1) mi troverà dimagrita e :
1.1 si conglaturerà
1.2 mi dirà che sono una chiattona infame che sarebbe stata in grado di dimagrire anche da sola
1.3 mi dirà che si aspettava un risultato migliore

2) mi chiederà se ho fatto sport e al mio ni:
2.1 mi sputerà in un occhio e mi dirà che mi sto autodistruggendo
2.2 sarà gentile e mi sosterrà nonostante una bonaria disapprovazione
2.3 scuoterà la testa sfiduciato esclamando: "sei senza speranze"

3) mi darà una nuova dieta e:
3.1 mi darà un'alimentazione a pane e acqua, ma senza pane che sennò il pane ingrassa
3.2 mi concederà un dolcetto ogni tanto perchè sono stata brava
3.3 mi prescriverà una museruola da indossare 24h/24

Se non si fosse capito, sono in piena fase "pippa mentale"...ma, dulcis in findus, il quesito principale è:
4) come reagirò dopo la visita?
4.1 farò la brava perchè devo impegnarmi per il mio bene
4.2 mi scofanerò come una porca a casa perchè "domani è un altro giorno"
4.3 farò una capatina in pizzeria e...si salvi chi può!

Ai posteri l'ardua sentenza.

giovedì 1 dicembre 2011

Rimedi casalinghi

L’uomo, fin dagli albori dell’umanità, ha avuto sempre bisogno di misurare se stesso, gli oggetti e gli eventi che gli sono accorsi nel tempo. Pensate alla vita di ogni giorno:  contenitori per misurare le capacità liquide, il metro, l'orologio, il contachilometri, il numero di scarpe e, ahimè, la taglia degli abiti, giusto per citarne alcuni.
Per noi, cuori di ciccia, ci sono diversi modi per misurare l’andamento della stratigrafia lipidica che si deposita sui nostri fianchi nel tempo. C’è, ad esempio, l’odiosissima bilancia in grado di rovinare/glorificare la giornata con un muto numero sul display. Non vorrei qui a sottolineare il masochismo di chi, sventurato, è solito pesarsi sulle bilance parlanti delle farmacie…
“Buongiorno, inserire la moneta prego”
Clic grtallantent clik
“Salire sulla bilancia e mantenere la postura eretta”
Tonf… seguito da sopirone speranzoso..
“Salire uno per volta!”
Un “ ‘tacci tua” soffocato vi esce dalla bocca, mentre date qualche pugno alla bilancia sperando che prenda in considerazione che siete uno nonostante il peso suggerisca altro. Nel frattempo, la gente in fila, comincia ad incuriosirsi al mesto ciccione che picchia disperato una bilancia logorroica.
Alla fine la bilancia si arrende al fatto che siete uno solo e, metallicamente sconsolata, emette l’ardua sentenza: “Il suo peso è di 126kg. Lei è gravemente O B E S O” ripete scandendo bene in modo da far capire a tutti, anche alla vecchia arteriosclerotica che si trova in fondo alla farmacia.
Vi guardate attorno come un ladro preso sul fatto. Tirate su il cappuccio della felpa e uscite lesti irriconoscibili. Poco male comunque: per evitare il pubblico ludibrio siete andati a pesarvi nella farmacia dall’altra parte della città dove siete solo una ciccia anonima…
Qualcuno lamenterà che le bilance di casa hanno un limite di peso oltre cui, per forza di cose, o ci si fa pesare al mercato sulle bilance per i tir oppure si ricorre all’onta della bilancia pubblica. In entrambi i casi a discapito della propria autostima… MA ORA NON PIU’!!!! Sono qui a proporvi un mio collaudatissimo metodo per la verifica dell’efficacia della dieta: IL PANZOMETRO!!! Il metodo è ancora in fase sperimentale ed è applicabile solo sulla popolazione femminile a meno di qualche maschietto afflitto da ginecomastia. Per collaudare il sistema, SOLO PER VOI, ho deciso di fare la cavia:
mediante occhiometro, ho potuto stimare un allineamento tra panza e tette, nella mia condizione di ciccia normale, detta anche condizione della beata ignoranza del proprio stato fisico. La determinazione del punto iniziale è fondamentale per la corretta riuscita dell’esperimento.
Fatto ciò, SIORI E SIORE, il sistema di rilevamento volumetrico di panza, si basa su due semplicissime valutazioni:
  1. Se di fronte lo specchio la tangente all'apice delle tette è esterna alla tangente della punta della panza, vuol dire che la vostra dieta sta portando buoni frutti (ma non mangiateli)!
  2. Se invece la panza trasborda oltre la linea delle tette urge prendere subito rimedi! E non parlo di mutandoni contenitivi!!!!

A presto per le prossime scoperte! Di seguito , solo per voi, le foto in esclusiva dell’esperimento: